Feb 19

Fatevi tesori in cielo

FATEVI TESORI IN CIELO

Luca 12:13-21 Or uno della folla gli disse: Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità.
Ma Gesù gli rispose: O uomo, chi mi ha costituito su voi giudice o spartitore? Poi disse loro: Badate e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza de’ beni che uno possiede ch’egli ha la sua vita.
E disse loro questa parabola: La campagna d’un certo uomo ricco fruttò copiosamente; ed egli ragionava così fra se medesimo: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Questo farò: demolirò i miei granai e ne fabbricherò dei più vasti, e vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi, godi.
Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quel che hai preparato, di chi sarà? Così è di chi tesoreggia per sé, e non è ricco in vista di Dio.

Colossesi 2:2-3 Affinché siano confortati nei loro cuori essendo stretti insieme dall’amore, mirando a tutte le ricchezze della piena certezza dell’intelligenza, per giungere alla completa conoscenza del mistero di Dio: cioè di Cristo, nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti.

Matteo 6:19-21 Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, ove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sconficcano né rubano.
Perché dov’è il tuo tesoro, quivi sarà anche il tuo cuore.

Come credenti dovremo chiederci se stiamo facendoci dei tesori in cielo, siamo noi che dobbiamo farli, certamente non possiamo essere impegnati a fare dei tesori sulla terra ed in cielo.
Un uomo aveva chiesto l’intervento di Gesù per risolvere un problema di eredità, problema che aveva certamente leso il diritto di quell’uomo, egli aveva subito un’ingiustizia e chiedeva la sua parte di eredità terrena, e riteneva che Gesù fosse anche giudice e spartitore di beni terreni.

Romani 8:17 e se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui.

Giacomo 2:5 Ascoltate, fratelli miei diletti: Iddio non ha egli scelto quei che sono poveri secondo il mondo perché siano ricchi in fede ed eredi del Regno che ha promesso a coloro che l’amano?

Chi soffre per la mancanza di eredità e beni terreni, certamente non sta ricercando di farsi tesori in cielo e non mira a tutte le ricchezze della piena certezza dell’intelligenza, per giungere alla completa conoscenza di Dio: cioè di Cristo, nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza.
Dobbiamo mirare a queste ricchezze, alla ricchezza della nostra fede, ai tesori del Regno dei cieli.
Il nostro cuore deve essere nel cielo se ci stiamo facendo tesori in cielo, questo lo dobbiamo fare noi, non è il Signore che deve farlo, sono i nostri pensieri che dobbiamo volgere dalla terra al cielo.

Giacomo 4:1-5 Donde vengono le guerre e le contese fra voi? Non è egli da questo: cioè dalle vostre voluttà che guerreggiano nelle vostre membra?
Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.
O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.
Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia?

Tutte le guerre e le contese avvengono per le cose terrene, per farsi dei tesori sulla terra, per affermarsi, per la vanità delle cose terrene, si domandano cose terrene per appagare la carnalità, si domanda male per spendere le ricchezze terrene nei propri piaceri.
Non si sono mai viste due persone spirituali, impegnati a farsi tesori in cielo, che litigano per quel tesoro, i figli di Dio che hanno coscienza di essere eredi di Dio e coeredi di Cristo, si rendono conto che hanno un tesoro ben più importante di tutti i tesori che sono sulla terra.

2 Tessalonicesi 3:5-12 E il Signore diriga i vostri cuori all’amor di Dio e alla paziente aspettazione di Cristo.
Or, fratelli, noi v’ordiniamo nel nome del Signor nostro Gesù Cristo che vi ritiriate da ogni fratello che si conduce disordinatamente e non secondo l’insegnamento che avete ricevuto da noi.
Poiché voi stessi sapete com’è che ci dovete imitare: perché noi non ci siamo condotti disordinatamente fra voi; né abbiam mangiato gratuitamente il pane d’alcuno, ma con fatica e con pena abbiam lavorato notte e giorno per non esser d’aggravio ad alcun di voi.
Non già che non abbiamo il diritto di farlo, ma abbiam voluto darvi noi stessi ad esempio, perché c’imitaste.
E invero quand’eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se alcuno non vuol lavorare, neppure deve mangiare.
Perché sentiamo che alcuni si conducono fra voi disordinatamente, non lavorando affatto, ma affaccendandosi in cose vane.
A quei tali noi ordiniamo e li esortiamo nel Signor Gesù Cristo che mangino il loro proprio pane, quietamente lavorando.

Attenzione fratelli cari, non farsi tesori sulla terra non significa non lavorare e farsi mantenere affaccendandosi in cose vane, così come fanno i molti che dicono di servire i Signore a tempo pieno e sono mantenuti dalle chiese con decime e offerte e si sono fatti dei tesori sulle spalle dei credenti.
Vanno in giro, fanno riunioni a destra e sinistra, frequentano scuole Bibliche e lasciano i lavori per affaccendarsi intorno alle denominazioni che li hanno assunti per servirli a tempo pieno.
Paolo non si affaccendava in cose vane, ma scelse di lavorare sia spiritualmente che anche con le proprie braccia per non mangiare gratuitamente il pane d’alcuno, egli lavorava giorno e notte.
Paolo era certamente un apostolo, quanto a questi, le loro opere debbono dimostrare l’apostolato.
Chi tesoreggia per se stesso, certamente non è ricco in vista di Dio.

Matteo 10:6-14 Ma andate piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele.
E andando, predicate e dite: Il regno de’ cieli è vicino.
Sanate gl’infermi, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demonî; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Non fate provvisione né d’oro, né d’argento, né di rame nelle vostre cinture, né di sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di bastone, perché l’operaio è degno del suo nutrimento.
Or in qualunque città o villaggio sarete entrati, informatevi chi sia ivi degno, e dimorate da lui finché partiate. E quando entrerete nella casa, salutatela.
E se quella casa n’è degna, venga la pace vostra su lei: se poi non ne è degna la vostra pace torni a voi. E se alcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere da’ vostri piedi.

Così il Signore mandò i Suoi operai a tempo pieno, non si affaccendavano certamente in cose vane.
Il ricco stolto, non si era reso conto che non possedeva neanche l’anima sua e che in qualunque momento poteva essergli ridomandata, egli aveva fatto i suoi progetti…demolirò i miei granai….

Luca 3:17 Egli ha in mano il suo ventilabro per nettare interamente l’aia sua, e raccogliere il grano nel suo granaio; ma quant’è alla pula la brucerà con fuoco inestinguibile.

Matteo 13:30 Lasciate che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura, io dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.

Il ricco stolto, non sapeva che anche il Signore ha il Suo granaio ed il grano che deve essere raccolto in esso, il grano è stato seminato dal Seminatore sulla terra, i mietitori lo raccoglieranno e lo porteranno nel granaio che è in cielo, il nostro tesoro è quel granaio ed in quel granaio è già il nostro cuore, in quel granaio il Signore ha preparato le stanze per accoglierci.
Quel granaio non sarà mai demolito e ricostruito più grande.

Esodo 19:5 Or dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare;

Proverbi 2:1-5 Figliuol mio, se ricevi le mie parole e serbi con cura i miei comandamenti,prestando orecchio alla sapienza e inclinando il cuore all’intelligenza; sì, se chiami il discernimento e rivolgi la tua voce all’intelligenza, se la cerchi come l’argento e ti dài a scavarla come un tesoro, allora intenderai il timor dell’Eterno, e troverai la conoscenza di Dio.

Matteo 13:44 Il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l’allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.

Certamente non basta trovare il tesoro nascosto nel campo, quel tesoro non possiamo rubarlo ma quel campo dobbiamo comprarlo, c’è un prezzo da pagare ed il prezzo col quale possiamo comprare quel campo, è tutto quello che abbiamo, è il nostro tesoro sulla terra, è il nostro io, è rinunziare a noi stessi per essere discepoli del Signore.
Molti hanno trovato quel tesoro, ma non l’apprezzano veramente, non lo reputano valere più del tesoro che hanno sulla terra e pertanto non sono disposti a vendere tutto quello che hanno, non possono pertanto comprare quel campo, sanno dove si trova ma non è il loro tesoro.

Isaia 55:1-3 O voi tutti che siete assetati, venite alle acque, e voi che non avete danaro venite, comprate, mangiate! Venite, comprate senza danaro, senza pagare, vino e latte!
Perché spendete danaro per ciò che non è pane? e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò ch’è buono, e l’anima vostra godrà di cibi succulenti!
Inclinate l’orecchio, e venite a me; ascoltate, e l’anima vostra vivrà; io fermerò con voi un patto eterno, vi largirò le grazie stabili promesse a Davide.

Possiamo comprare quel campo senza danaro, e smetterla di spendere danaro in decime, offerte e pellegrinaggi con costosi soggiorni in strutture alberghiere e dare il danaro per ciò che non è Pane, ed il frutto delle nostre fatiche per ciò che non sazia.
Diamo tutto per comprare quel campo, e non diamo il frutto delle nostre fatiche per ciò che non sazia a coloro che non possiedono quel campo e non hanno quel Tesoro e ne Pane, Vino e Latte.
Siamo noi stessi che dobbiamo farci tesori in cielo, altri cercheranno di sfruttarci e si faranno tesori sulla terra e ci venderanno a caro prezzo i loro tesori che non possono dissetare gli assetati.
Fratelli, vendiamo tutto e compriamo quel campo e l’anima nostra godrà di cibi succulenti.

Pace del Signore

F.llo Eliseo

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