Feb 13

Sei allegro?

Filippesi 4:4-7 Rallegratevi del continuo nel Signore. Da capo dico: Rallegratevi.
La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini.
Il Signore è vicino. Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma in ogni cosa siano le vostre richieste rese note a Dio in preghiera e supplicazione con azioni di grazie.
E la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza, guarderà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.

Matteo 5:10-12 Beati i perseguitati per cagion di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
Beati voi, quando v’oltraggeranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro a voi ogni sorta di male per cagion mia.
Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande ne’ cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.

Salmi 32:11 Rallegratevi nell’Eterno, e fate festa, o giusti! Giubilate voi tutti che siete diritti di cuore!

Luca 6:22-23 Beati voi, quando gli uomini v’avranno odiati, e quando v’avranno sbanditi d’infra loro, e v’avranno vituperati ed avranno ripudiato il vostro nome come malvagio, per cagione del Figliuol dell’uomo.
Rallegratevi in quel giorno e saltate di letizia perché, ecco, il vostro premio è grande ne’ cieli; poiché i padri loro facean lo stesso a’ profeti.

Oggi il Signore mi ha chiesto: sei allegro?
La mia risposta non è stata pienamente affermativa, in questi giorni l’anima mia è stata travagliata da varie vicissitudini. Non posso dire di essere stato triste, ma non posso dire di essere stato allegro.
Il Signore non mi ha chiesto: sei triste?
Naturalmente è facile essere allegri quando tutto va secondo le nostre aspettative, il difficile è quando siamo contrastati nello spirito, quando gli altri non vogliono mettersi in sintonia con noi, spesso spegniamo il ricetrasmettitore per non manifestare il nostro stato d’animo.
Quando, esaminando noi stessi con onestà ed alla luce della Parola di Dio, non troviamo in noi delle cose che potrebbero giustificare le ostilità altrui, è molto difficile essere allegri delle ingiustizie che ci vengono fatte. Non ci sentiamo vittime ma neanche vittoriosi nelle circostanze che dobbiamo affrontare e pertanto non ci rallegriamo delle circostanze avverse.
Spesso perdiamo di vista il grande premio che è nei cieli e che nessuno può toglierci.
Se guardiamo soltanto alle offese ricevute, al vituperio, alle calunnie, al nostro nome che viene ripudiato e reputato malvagio, a cagione del Figliuolo dell’uomo, certamente non potremo rallegrarci e gioire, ma se guardiamo al premio che è grande nei cieli, noi ci rallegreremo del premio e non guarderemo alle offese che spesso riceviamo.
Quando guardiamo verso il cielo noi vediamo il premio, quando guardiamo verso la terra noi vediamo il prezzo che dobbiamo pagare per avere quel premio.
Le cose che spesso ci mancano su questa terra le avremo nel cielo, quel premio si vede con gli occhi della fede, le cose terrene con gli occhi della carne.
Quando siamo nella di stretta, nelle prove, nella solitudine, i nostri occhi spirituali si offuscano e quelli carnali si aprono sempre di più e contristano il nostro spirito e non riusciamo a rallegrarci nel Signore, cantiamo, preghiamo, profetizziamo….con tristezza, senza la forza del Signore.

Salmi 81:1
81:1 Cantate con gioia a Dio nostra forza; mandate grida di allegrezza all’Iddio di Giacobbe!
Essere allegri non significa presentare ipocritamente una facciata che non corrisponde a quello che si ha nel cuore, essere allegri significa guardare il premio grande che è nei cieli.
Alzando gli occhi al cielo, non brameremo le cose della terra con i suoi affetti, certamente se il Signore ci concederà anche quelle, ci rallegreremo anche di quelle.
Il premio che il Signore ha preparato nei cieli deve essere sufficiente a darci del continuo la gioia e l’allegrezza del cuore nostro.
La nostra allegrezza renderà triste il diavolo e le sue schiere; la nostra tristezza renderà allegro il diavolo e le sue schiere. Certamente nessuno di noi vuol far gioire il nemico delle anime nostre.
Eppure molto spesso lo facciamo gioire guardando ciò che ci manca ( a nostro avviso ) e non guardando ciò che abbiamo nei cieli.

Atti 16:22-25 E la folla si levò tutta insieme contro a loro; e i pretori, strappate loro di dosso le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe.
E dopo aver loro date molte battiture, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di custodirli sicuramente.
Il quale, ricevuto un tal ordine, li cacciò nella prigione più interna, e serrò loro i piedi nei ceppi.
Or sulla mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano.

Paolo e Sila erano stati battuti di molte battiture, imprigionati ingiustamente e con i piedi nei ceppi.
Umanamente parlando avevano il diritto di leccarsi le loro ferite, magari di pregare a bassa voce, invece loro pregavano e cantavano ad alta voce e gli altri carcerati li udivano.

Atti 5:40-42 Ed essi furon del suo parere; e chiamati gli apostoli, li batterono, e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù, e li lasciaron andare.
Ed essi se ne andarono dalla presenza del Sinedrio, rallegrandosi d’essere stati reputati degni di esser vituperati per il nome di Gesù.
E ogni giorno, nel tempio e per le case, non ristavano d’insegnare e di annunziare la buona novella che Gesù è il Cristo.

Gli apostoli erano stati battuti e minacciati, essi si rallegrarono di essere reputati degni di essere vituperati per il nome di Gesù.

vituperio s. m. 1 (raro) Il vituperare | spec. al pl. Ingiuria, offesa infamante: coprire qlcu. di vituperi. 2 (lett.) Grave onta, disonore, vergogna: esser causa di vituperio per qlcu.; fare, recare, vituperio a qlcu. 3 Chi (o ciò che) è causa di vituperio.

Gli apostoli avevano subito il vituperio, erano stati ingiuriati, avevano subito delle offese infamanti, erano stati disonorati, eppure si rallegravano di avere ricevuto lo stesso vituperio di Cristo.

Ebrei 13:13 Usciamo quindi fuori del campo e andiamo a lui, portando il suo vituperio.

Il Signore permette che i suoi figli, i suoi ministri, siano vituperati per il Suo Nome e vuole insegnarci a rallegrarci quando questo accade, indipendentemente dal fatto che chi ci ha vituperati riconosca il suo peccato dinanzi a Dio e dinanzi a noi.

Matteo 10:32-38 Chiunque dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è ne’ cieli.
Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.
Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada.
Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me; e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me.

Giov. 1:11-13 È venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio.

Se il nostro nome viene rinnegato, rallegriamoci nel Signore; se siamo traditi e vituperati, rallegriamoci nel Signore; se non siamo ricevuti e stimati da quelli di casa nostra, rallegriamoci nel Signore, il nostro premio è grande nei cieli.
Non cerchiamo premi sulla terra, non cerchiamo l’approvazione degli uomini, ma quella di Dio.

Luca 6:26-32 Guai a voi quando tutti gli uomini diran bene di voi, perché i padri loro facean lo stesso coi falsi profeti.
Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che v’odiano; benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che v’oltraggiano.
A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica.
Da’ a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare.
E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro.
E se amate quelli che vi amano, qual grazia ve ne viene? poiché anche i peccatori amano quelli che li amano.

Dobbiamo rallegrarci quando tutti parlano male di noi, e non quando tutti parlano bene di noi.
Chi serve il Signore deve rallegrarsi di ogni situazione che il Signore permette, questo può avvenire nella misura in cui si guarda il premio che il Signore ha preparato per noi nel Regno dei cieli.
Ci dobbiamo rallegrare del continuo, perché il nostro nome è scritto nel Libro della Vita.

Atti 14:22 confermando gli animi dei discepoli, esortandoli a perseverare nella fede, dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.

Le tribolazioni non sono altro che il nostro pellegrinaggio terreno, pellegrinaggio che non dobbiamo fare come lo fece il popolo d’Israele quando uscì dall’Egitto per andare nella Terra Promessa.
Quel popolo non era allegro, si lamentava del continuo e desiderava le cose dell’Egitto, infatti morirono tutti nel deserto ( tranne Giosuè e Caleb ).
Certamente non è facile rallegrarsi in certe situazioni, io direi è impossibile se guadiamo alle situazioni e non guardiamo al premio che è nei cieli.
Dobbiamo fare cordoglio per i nostri peccati affinché ci sentiamo perdonati e possiamo così vedere i grande premio che è riposto nei cieli per noi, solo allora ci potremo rallegrare nel Signore perché avremo piena coscienza che siamo veramente ricchi, e la smetteremo di elemosinare le cose di questo mondo e di vivere come dei tristi miserabili.

I Corinzi 15:19 Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini.

Pace del Signore
F.llo Eliseo

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