Feb 13

SOFFRIRE PER CRISTO

SOFFRIRE PER CRISTO

Filippesi 1:29 Poiché a voi è stato dato, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui.

Ebrei 5:7-8 Il quale, ne’ giorni della sua carne, avendo con gran grida e con lagrime offerto preghiere e supplicazioni a Colui che lo poteva salvar dalla morte, ed avendo ottenuto d’esser liberato dal timore, benché fosse figliuolo, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì.

2° Corinti 1:5-7 Perché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione.
Talché se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; e se siamo consolati, è per la vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di sopportare le stesse sofferenze che anche noi patiamo.
E la nostra speranza di voi è ferma, sapendo che come siete partecipi delle sofferenze siete anche partecipi della consolazione.

Esistono vari tipi di sofferenza, possiamo soffrire per noi stessi, per certe nostre situazioni personali che riguardano la nostra propria vita, possiamo anche soffrire anche a causa delle sofferenze altrui ed essere partecipi a queste sofferenze e farle nostre.
Dovremo chiederci: perché soffriamo? La nostra sofferenza è per cose carnali che riguardano la nostra vita terrena? Oppure stiamo soffrendo per Cristo, partecipando alle sofferenze di Cristo?
Possiamo saperlo facilmente, se abbondano in noi le sofferenze di Cristo, per mezzo di Cristo abbonda anche le nostra consolazione.

Matteo 10:32-42 Chiunque dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è ne’ cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.
Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada.
Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me; e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me.
Chi avrà trovato la vita sua la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per cagion mia, la troverà.
Chi riceve voi riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato.
Chi riceve un profeta come profeta, riceverà premio di profeta; e chi riceve un giusto come giusto, riceverà premio di giusto.
E chi avrà dato da bere soltanto un bicchier d’acqua fresca ad uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà punto il suo premio.

Gesù stesso dice di essere venuto per dividere, e che i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua.
Il Signore divide le famiglie, Egli apparta uno o più componenti di una famiglia e pertanto il credente deve scegliere se piacere a Dio o piacere a quelli di casa sua.
Chi ama i familiari più del Signore e soffre, si dispera per questa separazione fatta dal Signore, non vuole partecipare alle sofferenze di Cristo, non vuole prendere la sua croce e seguirlo.
Ciò che il Signore unisce l’uomo non separi, e ciò che il Signore separa l’uomo non cerchi di unirlo solo perché ha legami di sangue e parentela. Chi soffre per queste cose ha riguardi personali, si volta indietro e ama coloro dai quali Dio li ha divisi più del Signore e pertanto non essendo disposto a rinunziare a quelli di casa sua, non rinunzia a se stesso e non è disposto a soffrire con Cristo.
Molti “credenti” si vendono il Signore per i propri familiari, per loro trasgrediscono la Parola di Dio, partecipano a feste pagane e riti religiosi abominevoli al Signore.
Dobbiamo decidere se vogliamo essere degni dei nostri familiari o degni del Signore.

2° Corinti 5:16-17 Talché, da ora in poi, noi non conosciamo più alcuno secondo la carne; e se anche abbiam conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così.
Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove.

Paolo, descrive in questo versetto cosa significa essere una nuova creatura: da ora in poi, noi non conosciamo più alcuno secondo la carne; il padre, la madre, il figlio, la figlia e tutti i familiari e parenti, sono tali secondo la carne e non secondo lo spirito, sono parenti del vecchio uomo, dell’uomo esterno che deve essere spogliato dalla carne.

Galati 4:29 Ma come allora colui ch’era nato secondo la carne perseguitava il nato secondo lo Spirito, così succede anche ora.

L’uomo interno, il nato secondo lo Spirito è familiare di Dio, quelli che sono secondo la carne non lo sono e pertanto non fanno la volontà del Padre Nostro, lo bestemmiano e lo oltraggiano.

Galati 6:10 Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti.

Efesini 2:19Voi dunque non siete più né forestieri né avventizi; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio.

Il credente è membro della famiglia di Dio, e deve stimare Cristo Gesù il Figlio di Dio e tutti i figli di Dio più che i membri della propria famiglia carnale.
Ovviamente questo non significa che non deve amare la propria famiglia ed i propri familiari non convertiti, significa che non deve anteporli a Cristo Gesù ed alla famiglia di Dio.
L’uomo nuovo è figlio di Dio, è stato adottato dal Padre e fa parte della famiglia di Dio, pertanto deve ubbidire al Padre Celeste e fare le cose che Egli gradisce.
Gesù ha detto: chiunque mi rinnegherà dinanzi agli uomini…..Il credente non deve rinnegare Gesù, non soltanto dinanzi agli estranei secondo la carne, ma anche dinanzi a quelli di casa sua.
Naturalmente la fermezza del credente provocherà delle reazioni che porteranno divisioni e sofferenza, questo è partecipare alle sofferenze di Cristo, Cristo consolerà queste sofferenze.

Giovanni 7:5 Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui.

Marco 10:28-30 E Pietro prese a dirgli: Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e t’abbiam seguitato.
E Gesù rispose: Io vi dico in verità che non v’è alcuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figliuoli, o campi, per amor di me e per amor dell’evangelo, il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figliuoli, campi, insieme a persecuzioni; e nel secolo avvenire, la vita eterna.

Luca 21:16-17 Or voi sarete traditi perfino da genitori, da fratelli, da parenti e da amici; faranno morire parecchi di voi; e sarete odiati da tutti a cagion del mio nome.

Essere odiati da tutti per il Nome del Signore è un onore e non un disonore, è certezza che siamo membri della famiglia di Dio e non di una famiglia terrena.
Luca 14:26 Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo.

Matteo 12:46-50 Mentre Gesù parlava ancora alle turbe, ecco sua madre e i suoi fratelli che, fermatisi di fuori, cercavano di parlargli.
[E uno gli disse: Ecco, tua madre e i tuoi fratelli son là fuori che cercano di parlarti.]
Ma egli, rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?
E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli!
Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre.

Chi sono i nostri familiari? Sono i nostri consanguinei? I nostri parenti? I nostri amici? Sono quelli che frequentano le assemblee? Sono quelli che calpestano la Parola di Dio? Sono coloro che non vogliono fare la volontà del Padre nostro?
I fratelli del nostro Signore Cristo Gesù, sono coloro che avranno fatta la volontà del Padre Suo.

1° Pietro 4:1-5 Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi di questo stesso pensiero, che, cioè, colui che ha sofferto nella carne ha cessato dal peccato, per consacrare il tempo che resta da passare nella carne, non più alle concupiscenze degli uomini, ma alla volontà di Dio.
Poiché basta l’aver dato il vostro passato a fare la volontà de’ Gentili col vivere nelle lascivie, nelle concupiscenze, nelle ubriachezze, nelle gozzoviglie, negli sbevazzamenti, e nelle nefande idolatrie.
Per la qual cosa trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza, e dicon male di voi.
Essi renderanno ragione a colui ch’è pronto a giudicare i vivi ed i morti.

I Giovanni 2:17 E il mondo passa via con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno.

La Bibbia è Parola di Dio, pertanto tutti colo che non ubbidiscono alla Parola di Dio, non fanno la volontà di Dio; possono dimorare in eterno coloro che coscientemente la calpestano?

Atti 5:17-21-21 Or il sommo sacerdote e tutti quelli che eran con lui, cioè la setta de’ Sadducei, si levarono, pieni di invidia, e misero le mani sopra gli apostoli, e li gettarono nella prigione pubblica.
Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione; e condottili fuori, disse: Andate, presentatevi nel tempio e quivi annunziate al popolo tutte le parole di questa Vita.
Ed essi, avendo ciò udito, entrarono sullo schiarir del giorno nel tempio, e insegnavano.

Atti 5:25-29 Ma sopraggiunse uno che disse loro: Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione sono nel tempio, e stanno quivi ammaestrando il popolo.
Allora il capitano del tempio, con le guardie, andò e li menò via, non però con violenza, perché temevano d’esser lapidati dal popolo.
E avendoli menati, li presentarono al Sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò, dicendo: Noi vi abbiamo del tutto vietato di insegnare in cotesto nome; ed ecco, avete riempita Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo.
Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.

Gli apostoli erano stati incaricati dal Signore ad ammaestrare il popolo, invece il sommo sacerdote, gli scribi, i farisei e tutti i religiosi che erano sotto la legge e sfruttavano il popolo, si levarono pieni d’invidia, contro coloro che il Signore aveva costituiti per ammaestrare il popolo.
Gli uomini volevano vietare loro di fare la volontà di Dio, gli apostoli non ebbero paura della persecuzione, furono portati in prigione a causa della dottrina di Cristo.
Un angelo del Signore, nella notte aprì la prigione e diede loro un l’ordine di predicare la Parola nel tempio, proprio nel luogo dove presiedevano coloro che li avevano fatti arrestare.
Loro erano disposti a soffrire e se necessario a morire per Cristo, erano disposti ad ubbidire a Dio.

Atti 5:33 Ma essi, udendo queste cose, fremevano d’ira, e facevano proposito d’ucciderli.

Atti 5:38-42 E adesso io vi dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera è dagli uomini, sarà distrutta; ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.
Ed essi furon del suo parere; e chiamati gli apostoli, li batterono, e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù, e li lasciaron andare.
Ed essi se ne andarono dalla presenza del Sinedrio, rallegrandosi d’essere stati reputati degni di esser vituperati per il nome di Gesù.
E ogni giorno, nel tempio e per le case, non ristavano d’insegnare e di annunziare la buona novella che Gesù è il Cristo.

Poteva sembrare strano che il Signore li mandava a predicare nel tempio, nel luogo che doveva essere una Casa d’orazione e che i religiosi l’avevano trasformata in una spelonca di ladroni.
Chi serve il Signore, non ha paura delle battiture e delle minacce degli uomini, ma ha timore di Dio e fa la Sua volontà.
Gli apostoli si rallegrarono di essere stati reputati degni di essere vituperati per il nome di Gesù.
Coloro che sono perseguitati per il nome di Gesù, sono anche consolati da Gesù.

Matteo 10:21-28 Or il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire.
E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.
E quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il Figliuol dell’uomo sia venuto.
Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo signore.
Basti al discepolo di essere come il suo maestro, e al servo d’essere come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebub il padrone, quanto più chiameranno così quei di casa sua!
Non li temete dunque; poiché non v’è niente di nascosto che non abbia ad essere scoperto, né di occulto che non abbia a venire a notizia.
Quello ch’io vi dico nelle tenebre, ditelo voi nella luce; e quel che udite dettovi all’orecchio, predicatelo sui tetti.
E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l’anima; temete piuttosto colui che può far perire e l’anima e il corpo nella geenna.

Il Maestro aveva ammaestrato i Suoi discepoli a non temete l’uomo, a quel tempo si rischiava di essere uccisi fisicamente ( anche oggi in certe nazioni ), il Signore vuole un esercito che non tema i nemici, un esercito pronto anche a morire per il Suo Comandante, un esercito dove non ci sono codardi, un esercito che non si cura di quello che dicono gli uomini, che non si turba se qualcuno li reputa posseduti, lo hanno fatto col Maestro, lo faranno a quelli di casa Sua, è un onore.

Giudici 7:3 Or dunque fa’ proclamar questo, sì che il popolo l’oda: – Chiunque ha paura, e trema, se ne torni indietro e s’allontani dal monte di Galaad”. E tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo, e ne rimasero diecimila.

Giudici 7:6 E il numero di quelli che lambirono l’acqua portandosela alla bocca nella mano, fu di trecento uomini; tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bever l’acqua.

Come stiamo bevendo l’acqua? Facciamo parte dei trecento? Abbiamo paura, tremiamo?
Il Signore non ci ha promesso una vita tranquilla secondo la carne, ma secondo lo Spirito Santo.

1° Pietro 3:8-17 Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, pieni d’amor fraterno, pietosi, umili;
non rendendo male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati onde ereditiate la benedizione.
Perché: Chi vuol amar la vita e veder buoni giorni, rattenga la sua lingua dal male e le sue labbra dal parlar con frode; si ritragga dal male e faccia il bene; cerchi la pace e la procacci; perché gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alle loro supplicazioni; ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male.
E chi è colui che vi farà del male, se siete zelanti del bene?
Ma anche se aveste a soffrire per cagione di giustizia, beati voi! E non vi sgomenti la paura che incutono e non vi conturbate; anzi abbiate nei vostri cuori un santo timore di Cristo il Signore, pronti sempre a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domanda ragione della speranza che è in voi, ma con dolcezza e rispetto; avendo una buona coscienza; onde laddove sparlano di voi, siano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo.
Perché è meglio, se pur tale è la volontà di Dio, che soffriate facendo il bene, anziché facendo il male.

Se vogliamo seguire il nostro divino Maestro, lo dobbiamo seguire fino in fondo, dobbiamo perseverare fino alla fine, dobbiamo partecipare al vituperio di Cristo, dobbiamo seguirlo fino al Golgota e non tirarci indietro per evitare le persecuzioni.
Siamo stati chiamati a proclamare quello che il Signore ci dice, a gridarlo sui tetti.
Il ” cristianesimo” di oggi è in queste condizioni spirituali, perché coloro ai quali il Signore ha aperto gli occhi, hanno timore di Golia e non combattono apertamente come Davide.

Giovanni 9:22 Questo dissero i suoi genitori perché avean paura de’ Giudei; poiché i Giudei avean già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga.

Giovanni 12:42 Pur nondimeno molti, anche fra i capi, credettero in lui; ma a cagione dei Farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga.

Certamente, l’essere espulso dalla sinagoga era un vituperio, non si poteva partecipare ai riti religiosi di colo che volevano far morire la Parola di Dio, molti avevano creduto in Cristo ma non avevano l’ardire di proclamarlo dinanzi agli uomini, non volevano essere espulsi dalle sinagoghe.

Romani 1:16 Poiché io non mi vergogno dell’Evangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco.

Matteo 6:2 Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.

Marco 8:38 Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo coi santi angeli.

Il Signore ci dia il Suo discernimento, e la Sua franchezza affinché nessuno si vergogni di Lui e delle Sue Parole che sono scritte nella Parola di Dio, le Sue Parole sono Spirito e Vita Eterna.

Pace del Signore
F.llo Eliseo

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