Feb 13

IL RE DEI GIUDEI

IL RE DEI GIUDEI

Matteo 2:2 Dov’è m veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo.

Matteo 27:11 Or Gesù comparve davanti al governatore; e il governatore lo interrogò, dicendo: Sei tu il re de’ Giudei? E Gesù gli disse: Sì, lo sono.

Matteo 27:37 E al disopra del capo gli posero scritto il motivo della condanna: QUESTO È GESÙ, IL RE DÈ GIUDEI.

Giovanni 18:33-37 Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: Sei tu il Re dei Giudei?
Gesù gli rispose: Dici tu questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me?
Pilato gli rispose: Son io forse giudeo? La tua nazione e i capi sacerdoti t’hanno messo nelle mie mani; che hai fatto?
Gesù rispose: Il mio regno non è di questio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch’io non fossi dato in man de’ Giudei; ma ora il mio regno non è di qui.
Allora Pilato gli disse: Ma dunque, sei tu re? Gesù rispose: Tu lo dici; io sono re; io sono nato per questo, e per questo son venuto nel mondo, per testimoniare della verità. Chiunque è per la verità ascolta la mia voce.

Giovanni 19:14-16 Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re!
Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare.
Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Giovanni 19:19-21 E Pilato fece pure un’iscrizione, e la pose sulla croce. E v’era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DÈ GIUDEI.
Molti dunque dei Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l’iscrizione era in ebraico, in latino e in greco.
Perciò i capi sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: Non scrivere: Il Re dei Giudei; ma che egli ha detto: Io sono il Re de’ Giudei.

Matteo 27:23-25 Ma pure, riprese egli, che male ha fatto? Ma quelli viepiù gridavano: Sia crocifisso!
E Pilato, vedendo che non riusciva a nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della moltitudine, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi.
E tutto il popolo, rispondendo, disse: Il suo sangue sia sopra noi e sopra i nostri figliuoli.

Sulla croce Pilato fece un’iscrizione in tre lingue, ebraico, latino e in greco, quella scritta era il capo d’accusa che lo aveva portato sulla croce, i Giudei contestarono quella scritta: egli ha detto di essere il re dei Giudei, noi non abbiamo altro re che Cesare; nel dire questo si identificavano totalmente con i Romani, Gesù non era il loro Re e loro dissero: il suo sangue sia sopra noi e sui nostri figli.
Gesù era stato mandato come Olocausto per essere immolato, Egli è l’Agnello di Dio che il Padre ha mandato per essere il propiziatorio di tutti quelli che il Padre Gli ha dato.
Egli è stato mandato alle pecore perdute della casa d’Israele, solo il residuo della casa d’Israele erano delle pecore da raccogliere, quelle pecore lo hanno riconosciuto come loro Re.
Egli era Re del Regno di Dio, era ed è il Re dei Re ed il Signore dei Signori, Egli non è stato riconosciuto Re dai Giudei che lo hanno rigettato, ma è Re di tutti coloro che ricevono il Regno di Dio dentro il loro cuore, non di coloro che lasciano regnare Cesare.
Certamente non fu tutto il popolo a rigettare il Cristo, i capi religiosi minacciavano di cacciare fuori dalle sinagoghe coloro che riconoscevano Cristo Gesù.
Parte del popolo non sapeva quello che faceva, era plagiato ed ingannato da coloro che avevano capito che Gesù era un dottore mandato da Dio, i religiosi lo avevano capito e nonostante questo lo consegnarono nelle mani dei Romani per farlo crocifiggere.

Matteo 27:17-20 Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: Chi volete che vi liberi, Barabba, o Gesù detto Cristo?
Poiché egli sapeva che glielo aveano consegnato per invidia.
Or mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a cagion di lui.
Ma i capi sacerdoti e gli anziani persuasero le turbe a chieder Barabba e far perire Gesù.

Tutti i religiosi ipocriti ed invidiosi, avevano paura di perdere il loro seggio, pensavano che Gesù volesse regnare nel Tempio di Gerusalemme, nel Sinedrio, avevano paura di perdere la loro poltrona, i loro privilegi i loro agi e la loro autorità sul popolo.
Solo i religiosi, la casta sacerdotale, il sommo sacerdote, gli scribi, i farisei, i sadducei e tutti coloro che ronzavano intorno a loro, persuasero le turbe a chiedere Barabba e far perire Gesù.

Luca 23:34-37 E Gesù diceva: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Poi, fatte delle parti delle sue vesti, trassero a sorte.
E il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si facean beffe di lui, dicendo: Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il Cristo, l’Eletto di Dio!
E i soldati pure lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell’aceto e dicendo:
Se tu sei il re de’ Giudei, salva te stesso!

Gesù pregava per coloro che non sapevano quello che stavano facendo, non pregava per quelli che lo sapevano, i magistrati si facevano beffe di Lui, popolo stava a guardare.
Purtroppo anche oggi ci sono dei religiosi che non vogliono far regnare la Parola del Signore nella loro vita, vogliono crocifiggere la Parola per conto proprio e coinvolgono anche il popolo, persuadono il popolo ad acclamare e chiedere Barabba e far morire la Parola.
Il popolo stava e sta a guardare quello che fanno i religiosi, il popolo stava a guardare senza avere un vero carattere, senza avere una propria convinzione; era un popolo che era disposto a seguire ora questo ed ora quello, era un popolo che cambiava con molta facilità bandiera.
Quello stesso popolo, quelle turbe aveva per un tempo seguito Gesù, aveva ricevuto miracoli, era stata sfamata, aveva udito il parlare di Gesù e quello dei religiosi e stava a guardare senza agire.

Matteo 21:9-11 E le turbe che precedevano e quelle che seguivano, gridavano: Osanna al Figliuolo di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna ne’ luoghi altissimi!
Ed essendo egli entrato in Gerusalemme, tutta la città fu commossa e si diceva:
Chi è costui? E le turbe dicevano: Questi è Gesù, il profeta che è da Nazaret di Galilea.

Luca 19:14 Ma i suoi concittadini l’odiavano, e gli mandaron dietro un’ambasciata per dire: Non vogliamo che costui regni su noi.

Questo era il popolo che stava a guardare, questi erano i Giudei, i Suoi concittadini secondo la carne, un momento si esaltavano e lo riconoscevano come Figliuolo di Davide o profeta che è da Nazaret e una volta l’odiavano gridando: crocifiggilo e libera Barabba, non vogliamo che costui regni su noi; il popolo non aveva le idee chiare su chi fosse Gesù.
Le turbe d’allora erano come quelle di ora, disposte ad applaudire e votare questo o quel politico senza conoscere il pensiero ed il fine di quel politico che a sua volta è disposto a seguire lo schieramento del partito più forte che lo può portare al Governo.
Le turbe sono composte da uomini e donne senza una convinzione, senza un proprio ideale, sono pronti a correre dietro a questo ed a quello, sono pronti a servire più di due padroni per interesse.

Luca 9:18-21 Or avvenne che mentr’egli stava pregando in disparte, i discepoli erano con lui; ed egli domandò loro: Chi dicono le turbe ch’io sia?
E quelli risposero: Gli uni dicono Giovanni Battista; altri, Elia; ed altri, uno dei profeti antichi risuscitato.
Ed egli disse loro: E voi, chi dite ch’io sia? E Pietro, rispondendo, disse: Il Cristo di Dio.
Ed egli vietò loro severamente di dirlo ad alcuno.

Le turbe sono formate da uomini e donne piene di dubbi e di nessuna certezza, uomini e donne che confidano nell’uomo del momento e non sanno riconoscere gli uomini che hanno dinanzi.
Le turbe sono in continuo pellegrinaggio con i loro pensieri: chi è costui? È questa la chiesa di Cristo? Quel tale è un servo di Dio? Quale è la sana dottrina?

Giovanni 7:40-43 Una parte dunque della moltitudine, udite quelle parole, diceva: Questi è davvero il profeta. Altri dicevano: Questi è il Cristo. Altri, invece, dicevano: Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo?
La Scrittura non ha ella detto che il Cristo viene dalla progenie di Davide e da Betleem, il villaggio dove stava Davide?
Vi fu dunque dissenso fra la moltitudine, a motivo di lui.

Anche oggi molti stanno gridando: crocifiggi la Parola, libera i ladroni, i religiosi, i filosofi, i padri della chiesa, i sacerdoti costituiti dagli uomini, coloro che hanno fatto concordato con i potenti.
Questi stanno a guardare come la Parola viene estromessa dalle dottrine umane, non vogliono che regni su loro, loro riconoscono Cesare come loro re, riconoscono Costantino, riconoscono Agostino, riconoscono Aristotele, riconoscono Platone e tutti i sapienti della terra e li fanno regnare nella loro vita e nelle loro chiese e mettono la Parola fuori dalle loro cattedrali che radunano le turbe.
Il dissenso fra loro è evidente, non hanno la stessa dottrina che è basata sull’Amore di Dio.
Le turbe stanno a guardare passivamente, perdono ogni franchezza perché non cercano Colui che dicono essere loro Re e che non fanno regnare nella loro vita, stanno a guardare come la Parola viene crocifissa, come si cerca di far morire Gesù dai loro tempi e dalle loro sinagoghe.

Luca 23:27-31 Or lo seguiva una gran moltitudine di popolo e di donne che facean cordoglio e lamento per lui.
Ma Gesù, voltatosi verso di loro, disse: Figliuole di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figliuoli.
Perché ecco, vengono i giorni nei quali si dirà: Beate le sterili, e i seni che non han partorito, e le mammelle che non hanno allattato.
Allora prenderanno a dire ai monti: Cadeteci addosso; ed ai colli: Copriteci.
Poiché se fan queste cose al legno verde, che sarà egli fatto al secco?

Anche oggi una gran moltitudine di popolo e di chiese con a capo i religiosi che hanno fatto morire la Parola, che hanno gridato ai Romani, alla donna romana, alla meretrice: crocifiggi la Parola e libera l’idolatria e le eresie dei vari filosofi e dottori della sapienza umana che è pazzia.
Gesù sapeva che quel cordoglio era il cordogli degli ipocriti, delle figlie della Gerusalemme terrena.
Galati 4:22-26 Poiché sta scritto che Abramo ebbe due figliuoli: uno dalla schiava, e uno dalla donna libera;
ma quello dalla schiava nacque secondo la carne; mentre quello dalla libera nacque in virtù della promessa.
Le quali cose hanno un senso allegorico; poiché queste donne sono due patti, l’uno, del monte Sinai, genera per la schiavitù, ed è Agar.
Infatti Agar è il monte Sinai in Arabia, e corrisponde alla Gerusalemme del tempo presente, la quale è schiava coi suoi figliuoli.
Ma la Gerusalemme di sopra è libera, ed essa è nostra madre.

Gesù definisce le donne che lo seguono facendo cordoglio, figlie della Gerusalemme terrena, donne che sono schiave e che sono nate secondo la carne; i figli della Gerusalemme celeste sono i figli della promessa; quelle donne dovevano piangere per loro e per la loro progenie di legni secchi.

Giovanni 15:1-6 Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiolo.
Ogni tralcio che in me non dà frutto, Egli lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo rimonda affinché ne dia di più.
Voi siete già mondi a motivo della parola che v’ho annunziata.
Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppur voi, se non dimorate in me.
Io son la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla.
Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; cotesti tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.

Chi non dimora nella Parola, è gettato via come il tralcio che non porta frutto, e si secca; un tralcio secco è legno secco, un tralcio che porta frutto è legno verde e non sarà bruciato nelle fiamme della geenna di fuoco eterno; il tralcio che non porta frutto è figlio della Gerusalemme terrena, invece quello che porta frutto è figlio della Gerusalemme Celeste e certamente non sta a guardare indifferente coloro che vogliono crocifiggere la Parola e farla morire nei loro sepolcri imbiancati.
Nella Gerusalemme terrena governavano i Romani ed i religiosi a loro venduti che riconoscevano Cesare come loro re, nella Gerusalemme Celeste regna la Parola, il Re dei Re, il Signore Gesù.
Il Regno di Gesù, non era di questo mondo dove c’è la Gerusalemme governata dai Romani, dai sacerdoti, dagli scribi, dai farisei, dai sadducei, dai vari dottori e filosofi delle dottrine umane; il Signore regna nel cuore dei tralci che portano frutto, quel cuore è parte del Regno dei cieli.
I figli di Dio, sono mondi a motivo della Parola, quale parola? La parola dei filosofi? La parola dei dottori? La parola dei sacerdoti? La parola dei farisei, dei sadducei? La parola dei vari teologi? La parola dei multi laureati? La parola dei vari sapienti del tempo presente?

turba1 s. f. 1 Gruppo di molte persone accozzate insieme (anche spreg.): una turba di straccioni. 2 spec. al pl. Folla: Gesù parlava alle turbe.
accozzare A v. tr. (io accozzo ) Mettere insieme cose e persone | Mettere insieme due o più colori intonati l’uno con l’altro. B v. rifl. e rifl. rec. (lett.) Incontrarsi | Scontrarsi.

I figli di Dio non fanno parte delle turbe, di gruppi di molte persone accozzate insieme, i figli di Dio sono dei tralci fruttiferi che non possono stare insieme ai tralci secchi che non portano frutto perché sono staccati dalla Parola e che sono la turba costituita da molte persone accozzate insieme.
Ogni turba un’accozzaglia di molte persone, l’insieme di tante turbe, sono le turbe che portano turbamento.
turbamento s. m. 1 Disturbo, sovvertimento dell’ordine, della normalità e sim. di qlco.: turbamento dell’ordine pubblico. 2 Agitazione, sconvolgimento della serenità, dell’equilibrio psichico: essere in preda a un -t; SIN. Inquietudine, smarrimento.
Molte anime non si sentono a loro agio nelle varie accozzaglie del ” cristianesimo” del presente secolo, non si identificano con i veri gruppi che vogliono far morire la Parola, non riescono a gridare con loro: crocifiggilo, libera Barabba, il nostro re è responsabile della nostra comunità e pertanto ci sottomettiamo ciecamente alla sua parola.
I figli di Dio, non sono delle anime che stanno a guardare come facevano le turbe le quali erano facilmente prede delle persuasioni degli anziani, i figli di Dio non sono burattini.
Ma i capi sacerdoti e gli anziani persuasero le turbe a chieder Barabba e far perire Gesù.
Solo le turbe furono persuase dai capi sacerdoti e dagli anziani, le turbe erano e sono sospinte da ogni vento di dottrina che le porta dove vogliono i capi sacerdoti e gli anziani.
Il cuore dei veri discepoli di Gesù non voleva vedere la Parola uccisa sulla croce, beffata, oltraggiata e vituperata proprio a cagione degli anziani.
Le turbe di oggi stanno facendo i loro spettacoli, nelle loro manifestazioni ci mettono anche il Santo Nome del Signore Cristo Gesù, quel Nome non viene santificato ma deriso, oltraggiato ed offeso e la Parola nelle loro accozzaglie viene crocifissa ed i vari Barabba primeggiano nelle turbe.
Gesù non è il re delle turbe, Egli è il Re di coloro che hanno il Regno di Dio nei loro cuori e pertanto non lo cercano nella turba e nelle varie turbe della Gerusalemme terrena.
Se vogliamo vedere il Vivente operare, dobbiamo fare vivere la Parola dentro di noi, non basta nominare il Suo Nome, dobbiamo osservare la Sua Parola, i Suoi Comandamenti.
Il popolo stava a guardare, aveva gridato: crocifiggilo, libera il ladrone!
Adesso sta a guardare ciò che sta avvenendo, guarda l’esultanza dei religiosi, la crudeltà dei soldati romani che stanno conducendo la Parola alla croce, stanno tutti a guardare, nessuno osa dire qualcosa, hanno timore di essere scomunicati dai religiosi e cacciati dalle loro sinagoghe.
I cristiani, quelli veri che hanno conosciuto la Parola, che hanno ricevuto lo Spirito della Verità e che conoscono la Verità, sono anche morti per difendere la Parola di Verità, non sono stati a guardare passivamente gli eventi, non hanno avuto timore del vituperio di Cristo.
Il popolo che stava a guardare non si sentiva coinvolto, andava e veniva dal Tempio e dalle varie sinagoghe ed aveva messo la propria vita religiosa nelle mani dei religiosi, di quei religiosi che trattavano la Parola come un’eresia, che annullavano i Comandamenti del Signore con la loro tradizione ipocrita.

Ebrei 12:22 Ma voi siete venuti al monte di Sion, e alla città dell’Iddio vivente, che è la Gerusalemme celeste, e alla festante assemblea delle miriadi degli angeli,

I figli di Dio sono venuti alla città dell’Iddio vivente, alla Gerusalemme celeste dove non regna ne Cesare, ne i religiosi, ne i filosofi, ma regna il Re dei Re, il Signore dei Signori.
I Giudei della Gerusalemme terrena avevano Cesare e la casta sacerdotale e tutti i religiosi che regnavano su loro e pertanto rigettarono Cristo Gesù il Re dei Giudei, la Parola fatta carne.
Dobbiamo tutti chiederci: chi è il nostro Re? Chi regna nella nostra vita spirituale? Regna la vera Parola di Dio, si è fatta carne in noi che siamo membra del Corpo di Cristo?
Certamente se facciamo parte di coloro che stanno a guardare, non avremo neanche la certezza di essere figli di Dio e non lo chiameremo Padre con tutto il cuore nostro.
Se il Signore tornasse in questo momento, ci troverebbe che stiamo a guardare quello che fanno i religiosi ed i Romani che hanno crocifisso la Parola per farla morire nella loro vita.
Grazie siano rese al nostro Padre celeste che ha resuscitato la Parola, e l’ha fatta vivere nei nostri cuori per mezzo del Suo Spirito Santo, pertanto non dobbiamo e non possiamo stare a guardare.

Viva il Re di Gloria nella nostra vita e nelle festanti assemblee dei Suoi santi sulla terra.

Pace del Signore
f.llo Eliseo

Permalink link a questo articolo: http://www.sanadottrina.it/wps/il-re-dei-giudei/

1 comment

    • Tina Vonella on 20 aprile 2012 at 15:51

    AMEN

Commenti disabilitati.