Feb 15

IL VESTITO DEGLI ELETTI

IL VESTITO DEGLI ELETTI

Proverbi 15:33 Il timore del Signore è scuola di saggezza; e l’umiltà precede la gloria.

Proverbi 18:12 Prima della rovina, il cuore dell’uomo s’innalza, ma l’umiltà precede la gloria.

I Pietro 5:5 Così anche voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. E tutti rivestitevi di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili.

Colossesi 3:12 Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza.

Se siamo coscienti di essere stati eletti di Dio, siamo stati da Dio appartati ( santi ) e amati da Lui, pertanto ci dobbiamo rivestire come eletti di Dio, questo vestito è un vestito di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza.
Un vestito completo è formato da giacca, pantaloni, camicia, cravatta e scarpe, pertanto nessuno si sognerebbe di andare in giro senza i pantaloni, o senza la giacca, senza le scarpe….
Ogni soldato che va in guerra, deve indossare una divisa, la divisa deve essere completa di tutto quello che prevede il regolamento militare, non si può indossare la giacca della divisa ed un pantalone a proprio piacimento, secondo la moda del momento, bisogna vestirsi come i militari.
Gli eletti di Dio, debbono essere rivestiti del vestito dei santi amati da Dio, sono gli eletti che si debbono rivestire, perché Dio stesso fornisce il vestimento per i suoi eletti, loro debbono indossarli.
L’esercito fornisce ai militari la completa divisa, loro si devono vestire della divisa.
Alcuni decenni fa, ai militari di leva in servizio era severamente vietato indossare abiti civili, era solo permesso quandono erano in licenza, o quando ovviamente venivano congedati.
Gli eletti di Dio vanno in licenza? Vengono congedati? Sono sempre in servizio come sevi di Dio?
Se siamo sempre in servizio, dobbiamo sempre indossare ed essere rivestiti come gli eletti di Dio.
Il militare che deve indossare una divisa, deve prima spogliarsi dei propri abiti civili dei quali si era vestito, solo dopo essersi spogliato si può rivestire della divisa, se non si spoglia non può rivestirsi.
L’eletto di Dio, deve essere disposto a spogliarsi dei sentimenti della propria carnalità e rivestirsi come eletto di Dio, con sentimenti completamente diversi da quelli che indossava prima di rendersi conto che è stato da Dio scelto a far parte del Suo glorioso esercito terrestre.
Questa nuova divisa attesta che ci siamo spogliati dei nostri vecchi vestimenti e rivestiti di nuovi.

Matteo 9:16-17 Nessuno mette un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; perché quella toppa porta via qualcosa dal vestito vecchio e lo strappo si fa peggiore.
Neppure si mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti gli otri scoppiano, il vino si spande e gli otri si perdono; ma si mette il vino nuovo in otri nuovi e l’uno e gli altri si conservano”.

Ovviamente non possiamo rattoppare il nostro vestito vecchio con pezzi di stoffa nuova, parte della nuova divisa non può essere rattoppata sul vecchio abito, il vino nuovo in otri nuovi.
Certamente questo non significa che qualche piccola macchia non possa sporcare la nuova divisa, se questo avviene noi laveremo del continuo la divisa nel Sangue dell’Agnello e confessando la nostra debolezza chiedendo perdono a Dio ed anche agli altri, la macchia sarà cancellata.
Per fare questa continua manutenzione al nuovo vestito, è necessario che ci sia l’umiltà ed il timore del Signore; il frutto dell’umiltà e del timore del Signore è ricchezza, gloria e vita, vita eterna.
Se l’umiltà è la giacca, per indossarla bisogna prima spogliarsi della giacca dell’orgoglio….
Se siamo eletti di Dio, dobbiamo essere vestiti come eletti di Dio, santi ed amati ed ubbidienti al regolamento del Corpo di Cristo del quale noi facciamo parte.
Purtroppo nelle ” caserme” di questo secolo, ci sono molti “sarti” e molte “sartorie” che sfornano molte “divise” secondo i vari stilisti; divise diverse che dividono gli eletti di Dio e che li rivestono con le loro dottrine e non con i sentimenti di….

Matteo 11:29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre.

Molti stilisti fanno sfilare dei modelli, il nostro Modello è Cristo Gesù, dobbiamo imparare da Lui la mansuetudine e l’umiltà di cuore, umiltà che ha preceduto la gloria.
Da chi stiamo imparando? Quale boutique stiamo frequentando? Quale vestito indossiamo? Sarà forse Armani o Valentino? Abbiamo un bel vestito con giacca e cravatta per potere predicare?

Romani 13:14 ma rivestitevi del Signore Gesú Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri.

Efesini 6:11 Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo.

Colossesi 3:9-15 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con le sue opere e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l’ha creato.
Qui non c’è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.
Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza,di umiltà, di mansuetudine, di pazienza.
Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro.
Come il Signore vi ha perdonati, cosí fate anche voi.
Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione.
E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.

Quale vestito stiamo indossando? I santi uomini e le sante donne di Dio, quale vestito indossano?

Giobbe 13:4 ( Diodati ) Ma certo, quant’è a voi, voi siete rappezzatori di menzogna; Voi [siete] medici da nulla tutti quanti.

Stiamo molto attenti ai “rattoppatori” di menzogna ed ai dottori da nulla, i quali vogliono rivestire gli altri dello stesso vestito che indossano loro: vestiti eleganti ed alcuni anche il diamante al dito.

Matteo 11:7-11 Ora, come essi se ne andavano, Gesù prese a dire alle turbe intorno a Giovanni: Che andaste voi a veder nel deserto? una canna dimenata dal vento?
Ma pure, che andaste a vedere? un uomo vestito di vestimenti morbidi? ecco, coloro che portano [vestimenti] morbidi son nelle case dei re.
Ma pure, che andaste a vedere? un profeta? sì certo, vi dico, e più che profeta.
Perciocchè costui è quello di cui è scritto: Ecco, io mando il mio angelo davanti alla tua faccia, il quale acconcerà il tuo cammino dinanzi a te.
Io vi dico in verità, che fra quelli che son nati di donne, non sorse giammai alcuno maggiore di Giovanni Battista; ma il minimo nel regno de’ cieli è maggior di lui.

Se Giovanni Battista entrasse in una comunità di oggi, senza un morbido vestito, certamente non avrebbe spazio per il suo ministerio, solo i “ministri” con giacca e cravatta!….
Quelli che portano vestiti morbidi sono nelle case dei re, fanno accordi e concordati con i potenti della terra, si fanno riconoscere dallo Stato, chiedono l’8 per mille ed i loro ministri sono anche ministri dello Stato civile, autorizzati dallo Stato a celebrare il matrimonio civile.
In questo caso sono stati riconosciuti ministri di culto dallo Stato, dai re della terra, cioè da coloro che sono in autorità, i quali riconoscono ministri di culto i ministri di tutte le denominazioni che con lo Stato hanno fatto degli accordi, questi ministri debbono vestire morbidi vestimenti, loro hanno rapporti finanziari ed entrano ed escono dai vari palazzi del potere, del quale ne fanno parte essendo autorizzati a rappresentarlo, ed essendo riconosciuti come presidente, vice presidente o ministro di un ente morale, o addirittura come capo di Stato.
Ne Giovanni Battista, ne Cristo Gesù stesso avrebbe mai fatto un concordato con i potenti della terra, Egli non vestiva morbidi vestiti e non frequentava le stanze dei re e certamente non avrebbe mai mandato i Suoi ministri di culto dai vari re della terra a chiedere riconoscimenti, autorizzazioni, sovvenzioni e sostegno finanziario per la Sua Chiesa.
Fino all’anno 311 D.C, il cristianesimo era perseguitato e si distingueva chiaramente e nettamente dal paganesimo, il cristianesimo non era tollerato dai pagani ma contrastato da essi.
L’editto di Milano aveva avuto un importante precedente in un altro editto di tolleranza religiosa emanato nel 311 da Nicomedia emanato dall’Imperatore Galerio. In Esso si concedeva una indulgeza ai Cristiani che avendo “assecondato un capriccio erano stati presi da follia e non obbedivano più alle antiche usanze”.
Alla morte di Galerio nel 311, i tre augusti rimasti si coalizzarono contro Massenzio, che Costantino sconfisse il 28 ottobre 312 nella battaglia di Ponte Milvio, presso i Saxa Rubra sulla via Flaminia, alle porte di Roma.
L’anno seguente, nel 313, moriva Massimino Daia. Nello stesso anno i due augusti rimasti, ma probabilmente sotto la spinta soprattutto di Costantino, emanarono l’editto di Milano del 313, con cui veniva riconosciuta la libertà di culto per tutte le religioni, ponendo fine ufficialmente alle persecuzioni contro i cristiani, l’ultima delle quali si era svolta sotto Diocleziano tra il 303 e il 304.
Il testo del decreto recita:
” Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità. ”

Costantino fu certamente il primo a comprendere l’importanza della nuova religione cristiana per rafforzare la coesione culturale e politica dell’impero romano. Egli tuttavia non si convertì al cristianesimo, se non forse in punto di morte: il suo consigliere e biografo, il vescovo ariano Eusebio di Nicomedia, racconta infatti di averlo battezzato egli stesso, forse per motivi politici e propagandistici.
Nel III secolo la religione pagana si era fortemente trasformata: sulla spinta della insicurezza dei tempi e dell’influsso dei culti di origine orientale, le sue caratteristiche pubbliche e ritualistiche avevano sempre più perso di significato di fronte ad una più intensa e personale spiritualità. Si era andato diffondendo un sincretismo venato di monoteismo e si tendeva a vedere nelle immagini degli dei tradizionali l’espressione di un unico essere divino.
Una prima forma politica fu data dall’imperatore Aureliano (275), con l’istituzione del culto ufficiale del Sol Invictus (“Sole Invitto”), con elementi del mitraismo e di altri culti solari di origine orientale. Il culto era diffuso nell’esercito e ad esso aderiva Costanzo Cloro, il padre di Costantino, e Costantino stesso.
A proposito della battaglia di Ponte Milvio che gli diede nel 312 la vittoria su Massenzio è famosa la pia leggenda secondo la quale la notte precedente Costantino avrebbe sognato Gesù, il quale gli chiese di far scrivere sugli scudi dei suoi soldati il chi-rho, ossia le lettere XP (le prime due lettere greche della parola XPISTOS cioè “Christos”) sovrapposte. La pia leggenda aggiunge che prima dei combattimenti l’imperatore avrebbe visto apparire in cielo una croce e la scritta: In hoc signo vinces (“sotto questo simbolo vincerai”).
Sia l’editto di Milano, sia l’iscrizione sull’arco di Costantino, citano una generica “divinità”, che poteva dunque essere identificata sia con il Dio cristiano, sia con il dio solare. Tuttavia i busti di divinità presenti sullo stesso arco, le raffigurazioni sulle monete, il mantenimento della carica di pontefice massimo, non lasciano dubbi sul paganesimo ufficiale dell’imperatore.
Che sia stato per convinzione personale o per calcolo politico, Costantino appoggiò comunque la religione cristiana, costruendo basiliche a Roma, Gerusalemme e nella stessa Costantinopoli; conferì alle chiese il diritto di ricevere beni in eredità e quelle maggiori furono dotate di vaste proprietà; diede ai vescovi privilegi e poteri giudiziari; concesse gli episcopalis audientia. A Costantino è attribuita anche un’ingente donazione (detta infatti Donazione di Costantino) in favore della Chiesa, che sarebbe stata dettata nell’anno 324: in realtà il documento di tale donazione è stato provato essere falso.
Costantino perseguiva probabilmente il proposito di unificare i culti presenti e forse considerava il Cristo come una manifestazione del Sol Invictus. Le festività religiose più importanti del cristianesimo e della religione solare furono fatte coincidere: la domenica (“giorno del Sole” o “giorno del Signore”). Il giorno natale del Sole e del dio Mitra, il 25 dicembre, divenne anche quello della nascita di Gesù. Le statue del dio Sole erano spesso adornate del simbolo della Croce, ma a Costantinopoli furono eretti anche dei templi pagani.
Nel 321 fu introdotta la settimana di sette giorni e fu decretato come giorno di riposo “il giorno del Signore” (domenica).
Tutti i giorni della settimana erano dedicate a divinità pagane, sei giorni erano dedicate a dei pianeti, ed uno era il giorno del Sole, quel giorno fu fatto divenire il giorno del Signore. Lunedì il giorno della Luna, martedì il giorno di Marte, mercoledì il giorno di Mercurio, giovedì il giorno di Giove, venerdì il giorno di Venere, sabato il giorno di Saturno e domenica il giorno del Sole; il giorno natale del Sole e del Dio Mitra, il 25 Dicembre divenne l’odierno Natale.
Il cristianesimo venne così spogliato del vestimento degli eletti e rivestito del vestimento del paganesimo, questo “concordato” portò il cristianesimo verso l’idolatria, e Costantino divenne un potente della terra che esercitava la sua autorità sul cristianesimo.
Il cristianesimo venne così inglobato dal paganesimo, non era stato possibile piegare i cristiani con la persecuzione, ma fu possibile farlo con l’inganno e senza spargimento di sangue.
Roma divenne negli anni e nei secoli la capitale di questo cristianesimo imbastardito dal paganesimo, la chiesa cattolica Romana cominciò a signoreggiare su tutto il cristianesimo e colui che ne era ed è a capo si proclamò infallibile capo ed a sua volta cominciò a perseguitare coloro che non si uniformavano alla dottrina cattolica Romana, i cristiani erano stati presi al laccio.

Con il termine Inquisizione si fa riferimento talora all’attività svolta da tribunali ecclesiastici speciali nati per iniziativa della Chiesa cattolica, con l’incarico di garantire l’unità della fede e reprimere l’eresia, talora ai tribunali stessi.

Il termine “inquisizione” deriva dal verbo latino inquirere, che significa “investigare”, “indagare”. Infatti il tribunale dell’Inquisizione conduceva le indagini volte ad accertare l’eresia e, scopertala, aveva il compito di tentare con tutti i mezzi (compresa la tortura) di convincere l’indagato ad abiurare, cioè a ritrattare. Quando non era in grado di ottenere l’abiura, dichiarava la propria incapacità e rimetteva l’indagato a un tribunale civile (come nel caso di Giordano Bruno).

La chiesa cattolica cerca di mantenere la sua egemonia in ogni modo, bollando come eretici tutti coloro che dissentivano dalla dottrina cattolica e non si sottomettevano al papato.
Molti morirono a causa della loro fede, furono consegnati nelle mani di tribunali civili e messi a morte, la stessa cosa avvenne al Nostro Signore Gesù, il quale fu consegnato dai religiosi nelle mani dei soldati Romani per essere crocifisso come un malfattore.
Dopo l’Editto di Milano e dopo l’inquisizione, arriviamo alla Riforma Protestante, anche questa sfociata in molte lotte e persecuzioni anche fra il Protestantesimo stesso.
Il cristianesimo, così lacerato arriva al xx° secolo, nel 1929 i Patti Lateranensi, col Concordato tra Stato e Chiesa, riconoscono la chiesa cattolica come religione di Stato, pertanto il cattolicesimo ha dei privilegi che le altre confessioni di fede non hanno.
Vediamo ritornare una sorta di “Editto di Milano”, ancora una volta ” Costantino” ed il cristianesimo ufficialmente riconosciuto, si mettono d’accordo.

Le Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” (A.D.I.) sono una emanazione diretta di quel movimento di risveglio, nato contemporaneamente ed indipendentemente al principio del secolo scorso in diversi paesi del mondo; quando, cristiani di diversa denominazione si riunirono nella ricerca della potenza dall’alto e ricevettero il battesimo nello Spirito Santo con la manifestazione della “glossolalia”, o parlare in altre lingue, come era avvenuto il giorno della Pentecoste e come si era ripetuto all’inizio di ogni risveglio religioso.

Questi credenti, infiammati dalla potenza di Dio, divennero dei ferventi testimoni del messaggio evangelico, che includeva oltre alla salvezza per fede in Gesù Cristo, anche la guarigione del corpo per la medesima fede ed il Battesimo nello Spirito Santo, come esperienza susseguente alla nuova nascita, con la manifestazione del segno scritturale delle lingue.

Dal punto di vista storico, il movimento italiano, deve ricollegarsi al grande risveglio evangelico di Los Angeles nel 1906, dal quale il messaggio pentecostale si sparse rapidamente in tutti gli stati dell’Unione e raggiunse a Chicago un gruppo di evangelici italiani, che ben presto organizzarono una loro comunità. Da questa chiesa italiana partì verso la fine del 1908 Giacomo Lombardi, un fedele servitore di Dio, senza alcuna istruzione o preparazione teologica, tranne quella donatagli dal fuoco dello Spirito Santo e dalla passione per i perduti. Egli fondò alcune piccole comunità a Roma, in Liguria ed in Abruzzo. Negli anni seguenti, come conseguenza della fedele testimonianza di altri immigrati tornati in Italia, si costituirono chiese e gruppi.

Il risveglio pentecostale, accese la fiamma dello Spirito Santo nel vita di coloro che non si accontentavano di una sterile vita religiosa, loro nonostante facevano parte di diverse denominazioni ricercarono la pienezza dello Spirito Santo ed i segni che debbono accompagnare i veri credenti, questi veri credenti non rimasero nelle loro denominazioni.
Questo risveglio era avvenuto in Italia e si costituirono chiese e gruppi, che si distinguevano dalle altre chiese protestanti che non ricercavano la potenza che viene dall’alto.
Prima che si accendesse il fuoco della prima guerra mondiale, il Signore aveva acceso il fuoco dello Spirito Santo ed aveva costituito umili servi di Dio, quel fuoco cominciò ad incendiare molti cuori.
Questi credenti subirono molte persecuzioni, specie dopo i Patti Lateranensi che riconosceva la chiesa cattolica Romana come religione di Stato e pertanto il Fascismo e la chiesa cattolica perseguitarono i protestanti ed in particolare i Pentecostali.

Gli anni che vanno dal 1935 al 1944 segnano il periodo di una grande persecuzione, durante il quale vennero arrestati in massa credenti trovati a celebrare il culto a Dio, in case private o in campagna, con conseguenti condanne al confino di polizia o al carcere. Ma questo difficile periodo non distrusse l’opera compiuta e dopo gli eventi bellici, appena fu possibile riprendere i contatti tra le esistenti comunità, si scoperse che la repressione non aveva dissipato alcuna chiesa ma, anzi, se ne erano formate di nuove, come risultato della fedele testimonianza degli esiliati.

Questo periodo di persecuzione e clandestinità, non scoraggiò e non distrusse il movimento Pentecostale, anzi l’opera era cresciuta per la potenza dello Spirito Santo che l’aveva portata avanti.
L’amore fra i credenti perseguitati, era il collante che li univa e questo amore era molto forte fra i ministri che il Signore aveva costituito e certamente quei ministri non cercavano la giacca e la cravatta ma cercavano del continuo la potenza che viene dall’alto.
Essere ministro di culto, in quel tempo significava potere perdere il lavoro, la casa, la famiglia ed essere mandato al confino a al carcere, quei ministri non avevano lo stipendio, la tredicesima e tutti i privilegi che hanno i “ministri” del presente secolo.
La chiesa era perseguitata e seguiva le orme del Divino Maestro, così come la chiesa primitiva.

Giovanni 15:20 Ricordatevi della parola che v’ho detta: Il servitore non è da più del suo signore. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.

Luca 11:23 Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

Matteo 4:8-10 Di nuovo il diavolo lo menò seco sopra un monte altissimo, e gli mostrò tutti i regni del mondo e la lor gloria, e gli disse: Tutte queste cose io te le darò, se, prostrandoti, tu mi adori. Allora Gesù gli disse: Va’, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto.

Gesù è stato perseguitato dai religiosi, i quali lo hanno consegnato nelle mani dei potenti della terra per essere crocifisso, Egli non ha voluto nessun privilegio e pertanto ha sofferto il vituperio.
Il diavolo cercò di offrire qualcosa al Signore: tutte queste cose io te le darò, ma ad una condizione.
Se il diavolo ha nelle mani il regni del mondo e la sua gloria, nelle mani di chi i governanti dei regni del mondo? Il diavolo ha loro donato i regni e la loro gloria senza chiedere nulla in cambio?
La chiesa è stata perseguitata fin dai primi secoli, quando finì la prima persecuzione si mescolò col paganesimo; dopo gli ultimi accordi con lo Stato, i riconoscimenti, le sovvenzioni, l’8/ per mille, la chiesa è divenuta religiosa o babilonia e si perseguita da sola con molteplici lotte intestine.
Se i potenti della terra non sono col Signore, se i religiosi sterili non sono col Signore ma contro, come è possibile che stiano dalla parte della vera chiesa di Cristo?
Se i potenti della terra ed i religiosi hanno perseguitato Cristo e la Chiesa di Cristo, come è possibile che non perseguitano la Chiesa del presente secolo?
La Chiesa di Cristo ha fatto un Patto con Cristo, come può fare un Concordato con degli infedeli?
Da quando la chiesa cattolica Romana ottenne l’8 per mille, le chiese protestanti ed anche la più grossa denominazione Pentecostale Italiana, hanno cominciato a calcare le orme della chiesa cattolica, per avere anche loro gli stessi privilegi e riconoscimenti.
Le figlie della grande meretrice, stanno ritornando nel grembo della loro madre; il protestantesimo è stato da essa partorito e le sue figlie si stanno prostituendo come fece, ha fatto e fa la madre loro.

2 Corinti 6:15-18 E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele?
E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo.
Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore.

Pace del Signore

F.llo Eliseo

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